La medicina degli ibridi omeopatici come terapia coadiuvante ad personam nella cura delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale.
Perché il cervello si ammala?
Perché alcune persone sviluppano Parkinson, Alzheimer, SLA o sclerosi multipla… mentre altre no?
E soprattutto: il sistema nervoso può davvero recuperare equilibrio lavorando non solo sul sintomo, ma sulle informazioni biologiche profonde dell’organismo?
A queste domande risponde a Laboratorio Salute il dottor Giovanni Giannotti, medico chirurgo, omeopata unicista, ideatore della medicina degli ibridi omeopatici e fondatore di un approccio terapeutico altamente personalizzato basato sul concetto di terreno biologico individuale.
Secondo la sua teoria, molte malattie neurodegenerative non nascerebbero improvvisamente, ma sarebbero il risultato di una progressiva perdita di regolazione biologica del sistema nervoso.
Infiammazione cronica, alterazioni immunitarie, tossicità ambientale, stress ossidativo e perdita della comunicazione cellulare rappresenterebbero alcuni dei meccanismi centrali coinvolti nel declino neurologico.
Nel corso della trasmissione si parlerà di sclerosi multipla, Parkinson, atassia cerebellare, SLA, Alzheimer e demenza senile, affrontando le nuove prospettive della medicina ad personam applicata alle patologie degenerative del sistema nervoso centrale.
Al centro della ricerca del dottor Giannotti c’è la medicina degli ibridi omeopatici: un sistema terapeutico che permetterebbe attraverso quattro rimedi di trasferire all’organismo oltre 60 mila informazioni biologiche e terapeutiche finalizzate al recupero dell’equilibrio funzionale.
Un approccio innovativo che punta non semplicemente a sopprimere il sintomo, ma a lavorare sulla capacità del sistema nervoso di recuperare regolazione, adattamento e comunicazione biologica, silenziando i “file errati” trascritti nel nostro DNA al momento del concepimento.
Secondo il dottor Giannotti, infatti, il cervello possiederebbe capacità di compensazione e recupero molto più ampie di quanto comunemente si creda, soprattutto quando la terapia viene costruita sul profilo biologico specifico del paziente.
Spazio anche ai segnali precoci delle malattie neurodegenerative, spesso presenti molti anni prima della diagnosi clinica: insonnia, alterazioni dell’equilibrio, perdita dell’olfatto, stanchezza cronica, difficoltà cognitive e disturbi della coordinazione.
Una puntata intensa e ricca di spunti dedicata a una delle grandi sfide della medicina moderna: passare dai protocolli standard a terapie personalizzate costruite non sulla malattia… ma sulla biologia unica di ogni individuo.
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