TERRE DI LOMBARDIA: LA ROGGIA VAILATA

La puntata è incentrata sulla Roggia Vailata che venne derivata sulla riva sinistra del fiume Adda, all’altezza del ponte che collega la riva bergamasca di Canonica d’Adda con quella milanese di Vaprio d’Adda, e utilizzata per l’irrigazione dei campi. Nel 1473 il Duca Galeazzo Maria Sforza concesse al paese di Vailate di estrarre acqua direttamente dall’Adda. La roggia è lunga circa 15 km e interessa altri cinque Comuni: Fara Gera d’Adda, Cascine San Pietro, Casirate, Calvenzano e Vailate. La roggia si trova nel territorio di Canonica d’Adda in provincia di Bergamo. Le origini di Canonica sono molto antiche e risalgono all’epoca Romana. Qui infatti si svolse, nel 268 D.C, un’importante battaglia tra l’imperatore romano Claudio II il Gotico e Aureolo, pretendente al trono imperiale. La battaglia vide vincitore Claudio II il Gotico. Tuttavia il vincitore volle rendere onore all’avversario, dandogli degna sepoltura e facendo costruire un ponte sul fiume Adda che portasse il suo nome. Da allora questo territorio fu chiamato Pons Aureoli (ovvero “Ponte di Aureolo”), traslato poi in Pontirolo. Claudio II il Gotico era nato in Dalmazia o Illiria nel 219 d. C., fu imperatore romano dal 268 al 270 D.C. Il nome Dalmazia deriva dall’antico popolo dei Dalmati che abitavano la costa adriatica, mentre Illiria era la regione corrispondente alla parte occidentale della penisola balcanica. A succederli al trono imperiale fu Aureliano, famoso per la cinta muraria attorno a Roma, che ne prese il nome. I soldati lo ammiravano tanto da essere definito “manu ad ferrum” ossia «Mano di Spada», e descritto di aspetto elegante, di bellezza virile, piuttosto alto di statura, di fortissima muscolatura. Vi racconterò quindi la supposta storia d’amore tra questo imperatore e Zonobia regina del Regno di Palmira (attuale Siria) che aveva grandissime ambizioni, e sfidò apertamente Roma per rivendicare l’autonomia delle province orientali. Gli storici la descrivono come bella, coraggiosa e intelligente e la sua corte a Palmira, era crocevia delle rotte commerciali tra Oriente e Occidente, e attirava intellettuali da ogni parte dell’impero. Alla fine la sua ribellione venne sedata con la forza. A fianco della Roggia Vailata scorre il fiume Adda, vi racconterò la storia fantastica di Sforzinda città ideale disegnata e descritta nel «Trattato di Architettura» (1464) di Antonio Averlino detto il Filarete, il nome è dovuto alla famiglia ducale degli Sforza, presso cui Averlino era precettore di Galeazzo Maria Sforza. Tutto però rimase un progetto ambizioso. Poi vi parlerò degli Arvali che deriva il termine da “Arvum” ossia terra lavorata o arata, che erano un antichissimo collegio sacerdotale romano.