Cremona Il 9 luglio 2006 è una data che i cremonesi difficilmente dimenticheranno. Quando Fabio Grosso trasformò il rigore decisivo contro la Francia, la città esplose in un boato. Dalle finestre comparvero centinaia di bandiere tricolori, i clacson iniziarono a suonare senza sosta e migliaia di persone si riversarono spontaneamente nel cuore di Cremona, come ricorda Gincarlo Corada, all’epoca sindaco della città. Piazza del Comune, piazza Stradivari, corso Campi e le vie del centro si trasformarono in un unico, immenso abbraccio collettivo. Auto e motociclette sfilarono in un interminabile carosello, mentre risuonavano i cori “Campioni del Mondo” e l’inno di Mameli. C’era chi si arrampicava sui finestrini delle auto, chi sventolava il tricolore dai balconi e chi, semplicemente, si lasciava andare a un abbraccio con perfetti sconosciuti. Per una notte si fermarono le differenze, le preoccupazioni e la quotidianità. Cremona si ritrovò unita come raramente era accaduto prima, travolta da un entusiasmo che proseguì fino alle prime luci dell’alba. Un ricordo ancora oggi vivo nella memoria di chi quella notte era in piazza e poté dire, insieme a un intero Paese: siamo Campioni del Mondo.
Luca Marca



