OMICIDIO CREMA: I TRE FERMATI NON RISPONDONO AL PM

Oggi sarebbe stato il primo giorno di lavoro di Youssef Rama Abdelaziz, il 19enne egiziano ucciso a coltellate sabato notte a Crema. Aveva trovato impiego in una azienda della provincia di Bergamo e avrebbe dovuto incominciare proprio questa mattina: “Posso svoltare” avrebbe confidato agli amici. E sabato, aveva anche festeggiato poco prima di essere aggredito dai fendenti mortali, vibrati al culmine di un agguato non lontano dal centro della cittadina lombarda che gli inquirenti ritengono essere stato pianificato, una resa dei conti legata allo spaccio di droga e al controllo del territorio.  Intanto questa mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, di fronte al sostituto procuratore Alessio Dinoi, i tre fermati per l’omicidio. Si tratta del venticinquenne senegalese Pape Mamadou Ndiaye, l’albanese di 23 anni Bajron Hoxha e il ventiquattrenne di origine egiziana Ahmed El Hadad. Dopodomani sarà il giudice per le indagini preliminari a interrogarli e a decidere se convalidare il fermo per concorso in omicidio volontario. I carabinieri che si stanno occupando delle indagini avrebbero trovato questa mattina, nel tratto milanese dell’Adda, il coltello utilizzato per l’omicidio. L’arma è stata rinvenuta nell’Adda, seguendo il percorso dell’auto con a bordo i tre presunti autori dell’omicidio in fuga, almeno per alcuni tratti filmata dalle telecamere. Nei video si vede la vettura lasciare Crema in direzione della provincia di Milano e attraversare il ponte della provinciale 415 sull’Adda. Ora il coltello sarà sottoposto a tutti gli accertamenti scientifici del caso. La morte del 19enne è l’epilogo di una vicenda che racconta molto più di un’aggressione: racconta un contesto fatto di droga, violenza e regole sistematicamente ignorate. Solo due settimane fa il giovane era già finito al centro di un altro episodio in piazza Di Rauso. Dopo aver abusato del protossido d’azoto, la cosiddetta droga della risata, aveva accusato un grave malore ed era stato soccorso in ambulanza. Con lui c’erano altri ragazzi: uno venne trovato con una mazza, un altro con 15 dosi di cocaina, tanto da essere arrestato e sottoposto al divieto di uscire la sera, provvedimento che non rispettò. La notte dell’omicidio, dopo le coltellate, i tre aggressori sono scappati tentando di far perdere le proprie tracce tra Crema e le province vicine, prima di essere rintracciati dai carabinieri. Nelle ricerche è stata recuperata anche una mazza, mentre gli investigatori stanno ricostruendo l’esatta dinamica e il ruolo delle armi utilizzate. Una vicenda che riaccende il dibattito su un disagio giovanile sempre più segnato da droghe, violenza e totale disprezzo delle regole.