Torna l’allarme sulla carne di cavallo in Europa e inevitabilmente la memoria corre allo scandalo delle lasagne Findus avvenuto nel Regno Unito nel 2013. Allora alcuni prodotti venduti come lasagne alla bolognese e quindi preparati con carne bovina contenevano in realtà percentuali elevatissime di carne equina, in alcuni campioni fino al 100 per cento della carne presente. La vicenda riguardò Findus UK e non Findus Italia: all’epoca i due marchi facevano capo a società e proprietà differenti, con prodotti e filiere produttive distinte. Il caso, pertanto, non coinvolse prodotti Findus commercializzati in Italia.
Oggi il meccanismo è diverso, ma ancora una volta al centro ci sono tracciabilità e sicurezza della filiera. Un’operazione internazionale che coinvolge Francia, Belgio, Olanda e Irlanda ha portato alla luce una presunta rete che avrebbe falsificato passaporti e manipolato microchip dei cavalli, cancellandone di fatto la vera identità e la storia sanitaria. L’obiettivo sarebbe stato quello di reintrodurre nel circuito della macellazione anche animali non idonei al consumo umano. Oltre mille i cavalli controllati e diverse le perquisizioni. Resta ora da capire dove siano finiti gli animali e se la loro carne sia effettivamente arrivata sulle tavole dei consumatori. Al momento non risultano prodotti specifici commercializzati in Italia coinvolti nell’indagine.
PRECISAZIONE
In merito al caso delle lasagne contenenti carne di cavallo avvenuto nel Regno Unito nel 2013, precisiamo che Findus Italia fu del tutto estranea alla vicenda. All’epoca Findus Italia e Findus UK facevano capo a società e proprietà differenti, con prodotti e filiere produttive distinte. Il caso, dunque, non riguardò i prodotti Findus commercializzati in Italia.



