DATA CENTER, SPUNTA CASALMAGGIORE

I data center ormai spuntano come funghi anche nel Cremonese. Mentre a Pozzaglio prosegue la battaglia dei cittadini contro il mega progetto da 300 megawatt, contestato per l’impatto ambientale, il rumore, il fabbisogno energetico e idrico e il possibile aumento delle temperature locali, ecco comparire un nuovo progetto, questa volta a Casalmaggiore. L’amministrazione comunale lo presenta come un intervento di rigenerazione di un’area già urbanizzata di circa 23 ettari. Il data center ne occuperebbe meno di tre, sarebbe affiancato da un impianto fotovoltaico da circa 7 megawatt e, secondo quanto dichiarato dai proponenti, non consumerebbe acqua per il raffrescamento. Un progetto firmato da Lombardini22 sulla base del concept di Mario Cucinella Architects, lo stesso studio che ha progettato il nuovo ospedale di Cremona. Comune e investitori parlano di infrastruttura tecnologica sostenibile, nuovi investimenti e circa 30 posti di lavoro diretti. Ma dopo il caso Pozzaglio una domanda diventa inevitabile: dietro la parola “rigenerazione” quale sarà l’impatto reale di queste infrastrutture sui territori? Perché mentre i data center si moltiplicano, cittadini e comunità locali chiedono soprattutto trasparenza su consumi energetici, rumore, calore prodotto e conseguenze ambientali.