CREMONA, ESTATE RECORD: CALDO E INQUINAMENTO

Cremona. L’estate 2026 entra nella storia come la più calda registrata in Lombardia dal 1951. Secondo Arpa, la temperatura media è stata di 3,1 gradi superiore alla media 1991-2020, battendo persino le estati del 2003 e del 2022. E la pianura cremonese è stata tra le aree più colpite, con punte oltre i 39 gradi. Ma a Cremona il problema non è soltanto il caldo. È anche la qualità dell’aria: la Pianura Padana resta una delle aree europee più critiche per l’inquinamento atmosferico, dove temperature elevate e ristagno degli inquinanti possono aggravare ulteriormente la situazione. E mentre il territorio affronta questa emergenza, alle porte della città, a Pozzaglio, è previsto un mega data center. Uno studio commissionato nell’ambito del progetto ha sollevato il tema del calore prodotto dall’impianto, con possibili aumenti locali della temperatura che, secondo le stime citate, potrebbero arrivare anche a 3 gradi. A questo si aggiungono le persistenti scie chimiche lasciate dagli aerei nei cieli. Il risultato è un territorio sempre più sotto pressione: caldo record, aria inquinata e nuove grandi infrastrutture energivore. E la domanda è inevitabile: quanto altro possono sopportare i cremonesi e i lombardi?