A Casalmaggiore il progetto del nuovo data center lascia aperte domande concrete: quanta acqua consumerà, quale sarà il fabbisogno energetico e quanto peseranno rumore e calore sulle aree circostanti? A sollevare questi interrogativi sono i consiglieri di “Casalmaggiore la tua Città”, nelle osservazioni presentate al Comune. Chiedono impegni precisi sul recupero del calore, chiarezza sui sistemi di raffreddamento e controlli costanti sui consumi e sulle emissioni. C’è poi un nodo urbanistico: dopo l’intervento resteranno oltre novemila metri quadrati edificabili. I consiglieri chiedono di escludere espressamente che possano servire ad ampliare il data center. Secondo le osservazioni, non sono previste compensazioni territoriali perché l’impianto non supera i dieci megawatt. Ma gli effetti di un insediamento non si fermano a una soglia, né ai confini comunali. Prima di presentarlo come un’opportunità, occorre chiarire quali costi ambientali resteranno alla collettività e quali benefici concreti riceveranno i cittadini. Il territorio non può firmare una delega in bianco.



