Brescia. Sentenza ribaltata. Alessandro Pasini è stato condannato a Brescia, dove si è discusso il processo d’Appello in Corte d’Assise per il 48enne cremasco, assolto, il 29 ottobre del 2021 dal gup di Cremona, dall’accusa di aver ucciso Sabrina Beccalli, la mamma 39enne che era stata bruciata a Ferragosto del 2020 nella sua Fiat Panda nelle campagne di Vergonzana, a Crema e i cui resti erano stati scambiati per quelli di un cane e poi smaltiti. Pasini, processato con il rito abbreviato, era stato condannato a 6 anni solo per i reati di distruzione di cadavere e incendio e subito scarcerato. Nell’ultima udienza, Pasini, che ha sempre sostenuto di aver distrutto il corpo dell’amica per paura, ma di non averla uccisa e che sarebbe morta per overdose, aveva ricordato che era una sua cara amica. Il procuratore, Roberto Pellicano, nelle pagine di impugnazione della sentenza, aveva chiesto ai giudici dell’appello di “riformare la sentenza” e condannare Pasini per omicidio, con l’ipotesi che avesse aggredito Sabrina probabilmente dopo aver rifiutato un’avance sessuale, ridando valore alla tesi dell’accusa, che ipotizza l’uccisione violenta della vittima basata non soltanto sugli esami dei reperti materiali, su cui era stata individuata una frattura mandibolare, ma anche sulla base del confronto dei rilievi effettuati dal Ris dei carabinieri sulla scena del crimine con le dichiarazioni dell’imputato. Nell’appartamento di via Porto Franco, furono rilevati schizzi di sangue ovunque.



