CACCIA, POSSIBILE VIETARLA NEI PROPRI TERRENI

Segna un precedente importante la sentenza numero 895 del 2026 del Consiglio di Stato, che riconosce ai proprietari di terreni il diritto di vietare la caccia anche per ragioni morali.

Il caso nasce a Riolo Terme, in Emilia-Romagna, dove una cittadina aveva chiesto di escludere i propri terreni dai piani faunistici-venatori per motivi etici. Una richiesta inizialmente respinta dalla Regione e poi bocciata anche dal Tar.

A ribaltare tutto è stato il Consiglio di Stato, che ha stabilito come le norme nazionali ed europee non impediscano di far valere convinzioni personali, anche morali, per ottenere il divieto di caccia sui propri fondi.

Una decisione che amplia il concetto di tutela, affiancando alle ragioni ambientali e di sicurezza anche quelle etiche, e che si inserisce in un cambiamento culturale sempre più attento al rapporto tra uomo, animali e ambiente. Queste le modalità per richiedere il divieto di caccia sui propri terreni

Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni animaliste e dai legali che hanno promosso il ricorso, che parlano di un passo decisivo verso il riconoscimento dei diritti dei cittadini e della sensibilità collettiva.