L’Assemblea Nazionale Francese ha approvato una legge che  istituisce, per i supermercati sopra i 400 metri quadrati, il reato di spreco alimentare, pena fino a 2 anni di reclusione. I negozi, quindi, non potranno più smaltire la merce invenduta come rifiuto se ancora edibile. Una risposta concreta, quindi, al troppo cibo che viene, vergognosamente gettato nella spazzatura.  La FAO ha calcolato che la quantità di cibo che finisce nei cassonetti è superiore del 35% rispetto alla produzione totale e il suo costo si aggirerebbe intorno a un trilione di dollari all’anno.  Nel mondo, sono circa 800 milioni le persone che soffrono la fame o sono malnutrite. Che le risorse alimentari siano maldistribuite non è una novità e anche l’Italia, in fatto di sprechi, non può certo sorridere. Nel nostro Paese, è stato stimato che, ogni anno, nei campi rimangano non raccolti oltre 1,4 milioni di tonnellate di prodotti. Il motivo? Semplice: non è conveniente. Senza contare che per farlo crescere sono stati utlizzati anche acqua, suolo fertile ed energia.  In Francia, inoltre, verranno realizzati programmi di educazione alimentare già a partire dai bambini della scuola primaria.


 

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