I frequent flyers, coloro che per piacere o per lavoro si spostano spesso con l’aereo hanno una probabilità più alta rispetto a chi non vola frequentemente si ammalarsi. Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che il jet lag fa salire gli acidi biliari nel fegato creando un accumulo simile alle persone che sono in sovrappeso. Interrompendo, poi, frequentemente il ritmo circadiano, ovvero l’orologio biologico tarato sulle 24 ore, si incorre in gravi ripercussioni sulla salute. Quando siamo esposti alla luce l’orologio circardiano centrale del cervello si ripristina. Viaggiando attraverso diversi fusi orari si viene costretti a rimanere svegli nel momento in cui si dovrebbe avere il sonno regolare. Questo crea scompensi sul nostro orologio centrale. E porta ad un effetto a catena. Indebolendo anche i muscoli che, come il cervello, seguono il ritmo di veglia e attività durante le ore diurne.

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