Uno dei problemi che si sta profilando all’orizzonte della moderna medicina è la cosiddetta antibiotico-resistenza cioè la capacità di alcuni batteri di trasformarsi, di evolversi, rendendo inefficaci numerosi principi attivi.
Non è ancora allarme rosso ma certamente gli studiosi si stanno ponendo il problema da tempo ed una risposta potrebbe arrivare da un virus batteriofago in grado di attaccare i batteri solo al momento più propizio, cioè quello della riproduzione. Lo ha scoperto una recente ricerca di microbiologia. Il virus è il più elementare dei parassiti e la più basilare manifestazione di vita biologica.
Justin Silpe e Bonnie Bassler, ricercatori della Princeton University hanno scoperto una specie di virus batteriofagi con una fase di latenza molto particolare, più attiva ad elaborata di quella classica.
Il virus, denominato VP882, ha manifestato capacità di intercettare ed interpretare le comunicazione chimiche tra batteri, individuando il momento migliore per attaccare, quello in cui il batterio si trova in un grande gruppo (come nel caso delle infezioni) perché in questo modo i virus nascituri avranno più probabilità di attaccarsi a nuovi ospiti, diffondendo l’epidemia virale.
Questa ricerca apre le porte ad innovative terapie contro le infezioni che non facciano uso di antibiotici, o magari combinate ad essi in modo da aumentarne l’efficacia a parità di dosaggio.
E’ stato testato con l’Escherichia coli, con il batterio della salmonella e con quello del colera, che sono estremamente diversi tra loro e questo vuol dire che molti altri potrebbero essere suscettibili al suo attacco. Sembra dunque che il virus VP882 sia un’arma a largo spettro e molte efficiente in caso di infezioni. Bisognerà ora valutarne eventuali effetti collaterali e a valutarne l’efficacia nel caso di utilizzo in un organismo vivente.



