Secondo un’indagine condotta in Germania dalla rivista indipendente Öko-Test, oltre la metà dei campioni di petto di pollo analizzati è risultata contaminata da batteri resistenti agli antibiotici. E la notizia che sorprende di più è che nemmeno il pollo biologico si salva.
I laboratori hanno esaminato 23 filetti provenienti da allevamenti convenzionali e biologici, trovando in molti casi batteri particolarmente pericolosi, come quelli produttori di ESBL e AmpC, capaci di rendere inefficaci intere classi di antibiotici.
In diversi campioni è stato individuato anche l’Escherichia coli resistente, temuto soprattutto in ambito ospedaliero, e persino il MRSA, il cosiddetto “germe ospedaliero” che può causare infezioni delle ferite, del tratto urinario e respiratorio, resistente a un ampio gruppo di antibiotici beta-lattamici. La stessa carne viene rivenduta anche in Italia in note catene di supermercati tedeschi.
Nel 2022, un’indagine condotta dal Salvagente su 24 campioni di carne di pollo fresca acquistati in supermercati italiani aveva rilevato la presenza di salmonella in 7 campioni, quasi un terzo del totale. Si trattava di Salmonella infantis, un ceppo noto per la sua elevata resistenza agli antibiotici.
Il problema, spiegano gli esperti, riguarda l’intero sistema di allevamento e macellazione. Gli allevamenti intensivi favoriscono la diffusione dei batteri, mentre nei macelli i germi possono passare facilmente da un animale all’altro, rendendo vulnerabile anche la carne biologica.



