Il raffreddore colpisce gli italiani più di francesi e tedeschi

L’incidenza di raffreddore e influenza in Italia è del 94% e 4 persone su 5 si ammalano almeno due volte l’anno, per un periodo che va da 1-2 giorni fino a 3-5 giorni consecutivi. E i sintomi raramente si presentano da soli: circa 2 persone su 3 infatti dichiarano di soffrire di più di 1 sintomo contemporaneamente, con mal di gola, tosse e naso che cola indicati tra i più fastidiosi.

Ma in caso di raffreddore e influenza è il non dormire la preoccupazione n. 1 per gli italiani. Per il 60%, infatti, i due malanni compromettono in primis la possibilità di dormire bene la notte, impattando negativamente sulle attività diurne, dal lavoro (45%) alla possibilità di godersi la giornata (33%). Ma non è solo questione di performance: studi clinici evidenziano come il sonno possa avere un ruolo chiave nel rafforzare le difese immunitarie, aiutando a riprendersi più rapidamente da raffreddore e influenza. Una preoccupazione più che lecita, quindi, quella della mancanza di sonno, dal momento che il 90% dei malati si sveglia di notte, il 50% una o due volte a notte, principalmente per via della tosse, del naso chiuso, del naso che cola e del mal di gola.

Stando ai risultati della ricerca, condotta per Vicks nel giugno 2016 in diversi Paesi, su un campione statisticamente rappresentativo di 500 uomini e donne dai 16 ai 65 anni per ogni Paese, con un’incidenza del 94%, gli italiani si ammalano molto più facilmente di raffreddore e influenza rispetto a francesi (81%) e tedeschi (82%). Sono però anche i primi a sentirsi meglio: in media i giorni di malattia sono 4, mentre per i francesi sono 5 e per i tedeschi addirittura 5.5. E se per gli italiani i sintomi più fastidiosi sono mal di gola (17%), tosse (16%) e naso che cola (15%), per i francesi è soprattutto quest’ultimo (18%) e per i tedeschi è la congestione nasale (24%).

Sia gli italiani che i francesi sono molto preoccupati dall’impatto negativo che raffreddore e influenza possono avere sul sonno, rispettivamente per il 60% e per il 63% mentre per i tedeschi viene al secondo posto (50%), dopo il lavoro (55%). In particolare, ben il 97% dei francesi si sveglia a causa di questi malanni, il 58% almeno un paio di volte a notte. Anche il 52% dei tedeschi si sveglia per una o due volte. Percentuali in linea con quelle degli italiani: il 50% si sveglia per un paio di volte a notte. Molta differenza c’è nel modo di affrontare la giornata: il 55% degli intervistati in Italia non va al lavoro a causa del raffreddore per in media 2.2 giorni, peggio di noi i tedeschi con il 65% che rimane a casa per in media 3.8 giorni, molto più virtuosi i francesi con il 37% che non va a lavoro solo per 1.4 giorni.

Circa la metà degli italiani e dei tedeschi infine scelgono farmaci da banco (50% e 55%), seguiti dal 42% dei francesi.

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