Dopo le ultime immagini diffuse da Essere Animali in allevamenti che riforniscono un fornitore di Lidl Italia e che documento i maltrattamenti che avvengono in queste strutture, l’associazione fa sapere che dopo due anni di silenzio assordante dall’inizio della campagna internazionale #LidlChickenScandal, Lidl Italia ha fatto pervenire a Essere Animali una lettera formale in cui chiede di condividere i dati identificativi degli allevamenti coinvolti nelle ultime immagini diffuse dall’associazione per svolgere controlli propri. Qualora l’associazione non dovesse rispondere positivamente alla richiesta, Lidl Italia ricorrerà alle vie legali. Tra settembre e novembre, Essere Animali ha divulgato video scioccanti provenienti da due allevamenti associati a un grande gruppo alimentare, che rifornisce la catena di supermercati con prodotti a base di pollo e di maiale: si tratta di testimonianze che mostrano terribili maltrattamenti nei confronti degli animali, che l’associazione aveva già provveduto a segnalare alle autorità. Simone Montuschi presidente dell’associazione spiega che l’obiettivo di Essere Animali non è di nuocere all’immagine di Lidl Italia ma invece di stimolare un dibattito che possono svolgere i supermercati come Lidl nell’affrontare questi problemi. Come già documentato in passato, queste immagini sono un forte segnale di come le politiche pubbliche del colosso dei discount in tema di benessere animale siano ancora carenti nel garantire, all’interno della propria filiera, almeno l’eliminazione delle principali cause di sofferenza per gli animali d’allevamento.



