Colpo di scena nella lunga battaglia per la tutela della fauna migratoria. Con una sentenza storica, il Tar della Lombardia – presidente Gabriele Nunziata – ha imposto il divieto assoluto di caccia in 475 valichi montani, con effetto immediato. Un provvedimento che mette in crisi la giunta Fontana e scontenta il mondo venatorio. La storia è tanto assurda quanto italiana: da 33 anni una legge nazionale, la 157 del 1992, vieta la caccia in un raggio di mille metri dai valichi attraversati dagli uccelli migratori. Ma la Regione Lombardia non ha mai dato piena attuazione a questa norma. Risultato? Si è continuato a sparare impunemente in luoghi fondamentali per la biodiversità. Ora però, grazie al ricorso della LAC e dell’avvocato Claudio Linzola, i giudici hanno commissariato la Regione e incaricato l’Ispra di intervenire. Ma la risposta dell’ente è stata giudicata insufficiente: solo 34 valichi tutelati su 475. Il Tar è stato chiaro: il divieto è assoluto, non si negozia, e la Regione ora è obbligata ad applicarlo. Una sentenza che fa scuola e segna un punto di svolta nella tutela dell’avifauna migratoria.



