L’Italia si scopre sempre più contraria alla caccia e alle sue nuove frontiere. A dirlo sono due sondaggi diffusi dalla Fondazione Capellino, che ha invitato i parlamentari a fermare il Ddl 1552, un disegno di legge che amplia i diritti dei cacciatori. Secondo Ipsos e Istituto Piepoli, oltre l’80% degli italiani considera la caccia pericolosa per la sicurezza e dannosa per la biodiversità, mentre il 94% vorrebbe limitarla o abolirla del tutto. Solo un quarto degli intervistati si dice favorevole alla riforma in discussione, che modificherebbe la legge 157 del 1992. Un segnale che arriva in un momento critico: nelle stesse ore, i Carabinieri Forestali hanno denunciato 67 persone nel Bresciano nell’ambito dell’“Operazione Pettirosso” contro il bracconaggio. Sequestrati oltre 900 uccelli abbattuti, 264 catturati vivi e centinaia di trappole e richiami acustici illegali. Una fotografia inquietante di un fenomeno che continua a minacciare la biodiversità delle Prealpi lombardo-venete, uno dei principali corridoi migratori del Paese. Dai sondaggi ai sequestri, il messaggio è chiaro: la grande maggioranza degli italiani chiede più tutela per animali e ambiente, non nuovi privilegi per chi impugna il fucile.



