Il cervello non invecchia: si spegne lentamente

Perdere memoria con l’età è davvero inevitabile? Oppure il cervello smette lentamente di funzionare bene perché privato di energia, sonno, equilibrio metabolico e corretti stimoli biologici?

È questo il tema della nuova puntata di Laboratorio Salute dedicata alla salute cerebrale e ai meccanismi che oggi la ricerca collega sempre più a infiammazione, metabolismo e stile di vita. Ospite in studio,  il dottor Guido Porcellini, medico chirurgo esperto di medicina funzionale, detox biologico, supporto al paziente oncologico e alte prestazioni sportive.

Secondo le più recenti visioni medico-scientifiche, il declino cognitivo non dipenderebbe soltanto dall’età anagrafica o dalla perdita dei neuroni. Sempre più studi parlano infatti di riduzione dell’energia cellulare, alterazione delle connessioni neuronali e neuroinfiammazione cronica.

Al centro della trasmissione il ruolo dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule, fondamentali anche per il cervello. Quando il metabolismo rallenta, la glicemia è alterata o il cervello riceve meno energia, possono comparire stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, nebbia cognitiva e perdita di lucidità.

Grande attenzione verrà dedicata anche all’asse intestino-cervello. Oggi il microbiota intestinale è considerato uno dei principali regolatori dell’infiammazione sistemica e della comunicazione neurologica. Per questo motivo molte forme di declino cognitivo potrebbero iniziare ben prima del cervello stesso, coinvolgendo intestino, metabolismo e sistema immunitario.

Si parlerà inoltre del sonno come vero sistema di “pulizia biologica” cerebrale. Durante la notte il cervello elimina scorie metaboliche e sostanze infiammatorie accumulate durante il giorno. Se il sonno è disturbato, insufficiente o frammentato, questo meccanismo perde efficienza e aumenta il rischio di deterioramento cognitivo. 

Spazio anche al ruolo dello stress cronico, che secondo numerosi studi può alterare nel tempo memoria, attenzione e struttura cerebrale, mantenendo il sistema nervoso in uno stato di continua allerta biologica. 

La puntata approfondirà infine un concetto sempre più importante: la neuroplasticità. Il cervello mantiene infatti la capacità di creare nuove connessioni anche dopo i 60 o 70 anni, soprattutto quando viene stimolato attraverso alimentazione corretta, attività mentale, movimento, sonno e relazioni sociali.

Il messaggio centrale sarà chiaro: il cervello non ha soltanto un’età biologica, ma soprattutto un ambiente. E da come viene nutrito, protetto e stimolato può dipendere la sua capacità di rimanere lucido ed efficiente nel tempo.

 

Per contatti:

www.guidoporcellini.it