Il Senato degli Stati Uniti ha bocciato l’oleodotto Keystone XL. Almeno per ora. Per un solo voto i democratici che ancora controllano il Senato sino a gennaio hanno bloccato la legislazione che avrebbe approvato la costruzione del Keystone XL, progettato per trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada, fino al golfo del Messico, in Texas. Il progetto, assai controverso per le temute ricadute a livello ambientale, è in attesa del via libera da sei anni ma era stato recentemente approvato dalla Camera a maggioranza repubblicana. La decisione rappresenta una vittoria, probabilmente solo momentanea, per il movimento ambientalista, convinto che l’oleodotto peggiorerebbe anche le condizioni del cambiamento climatico perché produrrebbe molte più emissioni di diossido di carbonio rispetto a vari altri tipi di greggio. Alla notizia del risultato del voto in aula, nella zona riservata al pubblico, sono echeggiati canti di gioia delle tribù sioux contrarie al passaggio del Keystone XL nelle loro riserve. Ma i visi pallidi repubblicani non intendono sotterrare l’ascia di guerra. Come spiega Mitch McConnell, prossimo leader della maggioranza repubblicana in Senato. “La questione del Keystone XL sarà una delle priorità nell’agenda del nuovo Congresso. Sono fiducioso che la legge verrà approvata e saremo in grado di sottoporla alla firma del presidente”.

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