Secondo recenti studi italiani, nella dieta dei giovani abbonda il sodio, mentre mancherebbe il potassio. La colpa sarebbe in buona parte degli snack che fornirebbero, da soli, circa la metà del sodio assunto dai più giovani durante tutta la giornata. Nel primo studio, compiuto su 1200 studenti di prima media torinesi, I ricercatori delle Università di Torino e di Milano hanno constatato che con i soli fuoripasto i bambini introducono circa 1400 mg di sodio al giorno: più del 90 per cento della quantità considerata adeguata per l’intera giornata a questa età. I ricercatori hanno anche osservato che la pressione arteriosa degli adolescenti saliva con l’aumentare della frequenza di consumo degli snack salati. Il secondo studio, patrocinato dal Ministero della Salute, ha coinvolto 1424 giovani fra 6 e 18 anni, di dieci regioni italiane. Dei ragazzi sono stati valutati peso, statura,valori pressori, abitudini alimentari e anche i livelli urinari di sodio e potassio. E’ emerso che il 93 per cento dei ragazzi e l’89 per cento delle ragazze introducevano quantità di sodio ben superiori a quelle consigliate, mentre gli apporti medi di potassio spesso non raggiungevano neppure la metà del quantitativo raccomandato. “Una alimentazione troppo ricca di sodio e povera di potassio si associa a un aumentato rischio cardiovascolare in età adulta — spiega Angelo Campanozzi, professore di pediatria all’ l’Università di Foggia e primo autore dello studio pubblicato su PlosOne —. Inoltre, l’assunzione di cibi salati stimola la sete che porta facilmente a rivolgersi alle bevande zuccherate. Cibi salati, spesso ipercalorici (come gli snack), in aggiunta a bevande dolci, sono causa ben conosciuta di obesità infantile. È quindi cruciale convincere genitori e insegnanti a ridurre il consumo di cibi salati e aumentare quello di frutta fresca e verdura per I figli”.

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